Oggi siamo stati in gita a Sant’Antioco. Era da qualche tempo che ci ripromettevamo di visitarla come si deve e la bellissima giornata di sole di quest’oggi ci ha dato una spinta!
Abbiamo visitato il Museo Archeologico Ferruccio Barreca che custodisce una grande selezione di materiali archeologici rinvenuti negli scavi che tutt’ora sono aperti sull’isola. Copre un arco temporale piuttosto ampio che va dal neolitico alle fasi finali della romanizzazione. La maggio parte dei materiali proviene dal tofet (cimitero e santuario dei bambini morti appena nati o nati deceduti) e dall’antica città fenicia punica e romana di Sulky. Abbiamo avuto la fortuna di visitare anche la mostra intitolata “Il popolo di bronzo”, che io personalmente ho trovato stupenda. Si tratta della ricostruzione a dimensione reale di abiti, armi e utensili dei bronzetti nuragici. La mia preferita è senza dubbio “La donna di Teti”! La visita è poi proseguita all’esterno nel tofet. Nelle foto potete vedere le piccole urne in terracotta (sono ricostruzioni delle originali che si trovano al sicuro nel museo assieme agli ex voto). I resti dei bambini venivano conservati nelle urne e le famiglie pregavano che Tanit (o Tinnit) e Baal Hammon li benedicessero con l’arrivo di un altro figlio. Quando accadeva le famiglie tornavano al tofet per ringraziare gli dei e deporre l’ex voto, una tavoletta di pietra decorata con delle immagini.
Posso dire che il Museo è splendido, pulitissimo e adatto alle visite anche dei più piccini in quando è disponibile un parcheggio a pochi passi dall’ingresso, servizi igienici ordinatissimi forniti anche di fasciatoio per bebè. Il personale cortese e disponibile ha reso la nostra permanenza davvero gradevole.

Dopo una breve passeggiata a piedi, abbiamo raggiunto il Museo Etnografico “Su magasinu de su binu” (il magazzino del vino). Anche qui abbiamo incontrato una guida gentilissima e disponibile che ci ha accompagnati nella visita. In questo museo sono esposti gli attrezzi che venivano utilizzati in passato per lo svolgimento di attività e mestieri. Sono presenti varie sezioni: una panca coi giocattoli ha subito attirato la nostra attenzione, poi dettagli sulla panificazione, sulla costruzione delle botti, attrezzi utilizzati per l’agricoltura. È presente una bellissima area dedicata alla Pinna Nobilis, il più grande mollusco del Mediterraneo dal quale si estraeva il bisso, una fibra tessile di origine animale, quasi una sorta di seta marina la cui lavorazione si è sviluppata esclusivamente nell’area del Mediterraneo.
Infine ci siamo spostati al Villaggio Ipogeo il quale comprende una serie di tombe puniche risalenti al Vi sec a.C. e riadattate come abitazione dalle classi più povere del paese e conosciute come Is Gruttas. Io non ero a conoscenza di questa realtà e devo dire che l’impatto è stato molto forte. Inizialmente le tombe venivano utilizzate per nascondersi dagli attacchi dei nemici che arrivavano sull’isola per depredare e catturare nuovi schiavi. Poi ad un certo punto vennero svuotate e adattate come case. Per farvi capire esattamente di cosa si tratta, stiamo parlando di grotte scavate nel tufo, imbiancate con la calce, senza un pavimento a livello e ovviamente senza finestre. Solo la sensazione di umidità e l’essere sotto terra fa accapponare la pelle. L’idea che ci abbiano vissuto delle persone fino alla fine degli anni 80 senza servizi igienici, acqua e elettricità sembra quasi impossibile ma purtroppo è ciò che è avvenuto poiché nonostante il Comune abbia costruito e dato in uso delle case popolari agli abitanti del villaggio, in tanti scappavano per tornare nelle grotte perchè non erano in grado di adattarsi ad una vita diversa da quella che avevano sempre conosciuto.
Una giornata bellissima e una gita che consiglio vivamente sia ai sardi che ai vacanzieri! Il Sulcis è ricchissimo di storia e di meraviglie da scoprire.

Museo Archeologico Ferruccio Barreca